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Test sierologico per l’identificazione di anticorpi anti-Sars-Cov2: COME FUNZIONA?

22.05.2020

 

Intervista alla Dott.ssa Lattarini,Responsabile del Laboratorio Analisi della Clinica Villa Pia

 

 

 

In questi giorni si è attivato anche presso la Clinica Villa Pia il servizio per effettuare

 il test sierologico per l’identificazione degli anticorpi anti-Sars-Cov2.

Ma di cosa si tratta esattamente? Quando è possibile farlo? Che informazioni fornisce questo tipo di test?

 

Cerchiamo di capirlo insieme alla Dott.ssa Cynthia Lattarini,

 

Dottoressa, quando è possibile fare il test?

 

Il test ,che consiste  in un semplice prelievo, può essere eseguito in qualsiasi momento della vita.

Non è necessario avere avuto sintomi particolari per accedere al test.

 

Chi può farlo?

 

Può farlo chiunque , a qualsiasi età.

 

Dove si può effettuare il test?

 

Il test può essere eseguito nelle regioni che, ad oggi, hanno autorizzato l’esecuzione dei test sierologici per Covid-19 direttamente al paziente.

 

Come si esegue?

 

Si tratta di un semplice prelievo di sangue dal braccio. Il campione viene analizzato in un laboratorio dedicato e sottoposto all’analisi per la ricerca degli anticorpi specifici per Coronavirus. La cosiddetta “sierologia per COVID-19”.

 

Cosa rilevano i test sierologici?

 

I test sierologici rilevano gli anticorpi che qualsiasi individuo produce in risposta a un’infezione (o anche ad una vaccinazione). In questo caso si tratta di ricercare quelli diretti verso le principali proteine del virus SARS-CoV-2 che è responsabile di Covid-19.

 

Cosa sono gli anticorpi?

 

Gli anticorpi sono proteine che stanno prevalentemente nel nostro sangue e servono a difenderci dalle malattie, specie da quelle infettive. Sono prodotte da speciali cellule che si chiamano linfociti e insieme ad altre proteine riconoscono specificamente gli organismi estranei e li liquidano in collaborazione anche con cellule di vario tipo se sono efficaci, liberandoci dalle malattie.

 

Perché il test analizza sia anticorpi IgG che IgM?qual è la differenza?

 

Quando si contrae un virus, dopo un periodo di alcuni giorni dal contagio, in genere dieci nel caso di questa malattia nuova, il corpo inizia a sviluppare anticorpi di classe IgM (prima fase) e poi a seguire quelli di classe IgG. Con il passare del tempo le IgG salgono mentre scendono le IgM, con tempi variabili. Le IgG restano in circolo nel sangue per tutta la vita come memoriaimmunologica, per difenderci da future infezioni.

 

Che tipo di informazioni si  ottengono dal test?

 

Se il test risultata negativo l’interpretazione è che non c’è stata occasione per un contagio e di fatto non c’è una malattia in corso.

 

Se il test risulta positivo invece , cosa significa?

 

Se il test ci ha segnalato una positività , significa che il soggetto in esame ha avuto in un momento qualsiasi della sua vita un contatto, un contatto con il Coronavirus.

Questo “incontro” potrebbe anche essere avvenuto all’insaputa del soggetto stesso, perché la trasmissione della malattia si è manifestata in maniera molto blanda senza sintomatologia.  A maggior ragione se una persona ricorda di aver avuto nei mesi precedenti una sintomatologia rappresentata da tosse, febbre, mal di testa e magari anche difficoltà di respirazione.

 

Se il test risulta negativo, abbiamo la certezza assoluta di non aver contratto il virus?

 

In caso di negatività al test, l’infezione non è da escludersi.

Questo perchè In caso di infezione da COVID 19 avvenuta pochi giorni prima, il corpo ha bisogno di alcuni giorni, per arrivare a produrre la sua prima risposta anticorpale. Pertanto, se il test dovesse essere eseguito poco dopo (troppo presto) potrebbe non rilevare gli anticorpi proprio per il fatto di non essere ancora prodotti.

In questo caso si parla di falso negativo, ma con questo nuovo test che analizza una combinazione di entrambi gli anticorpi ( IgG+IgM) la percentuale di avere die falsi negativi 

 

Ci sono delle particolari avvertenze da fare su valore di questo test?

 

Allo stato delle attuali conoscenze scientifiche, come peraltro precisato con una recente nota della regione Lazio, i risultati di detto test possono presentare i seguenti limiti:

 

  • In caso di risultato positivo: l’infezione avvenuta non equivale a protezione dal Virus. Pertanto non sgnofoca che sarem immuni da un nuovo contagio.

 

  • In caso di risultato negativo delle IgM: non esclude la possibilità di infezione in atto, anche in paziente asintomatico, perchè il contagio potrebbe essere avvenuto poco tempo prima del test. 

 

Il test pertanto non sostituisce in nessun modo il test su tampone naso-faringeo che allo stato attuale, come ribadito dall’OMS, resta l’approccio diagnostico standard e internazionalmente accettato.

 Il test, come già sopra indicato, evidenzia, in caso di positività, l’avvenuta risposta immunitaria sviluppata successivamente al contatto con il virus.

Una corretta interpretazione dei risultati deve pertanto avvenire solo con il supporto del medico curante.

 

Cosa fare in caso di risultato positivo al test ?

 

Premesso che l’esito del test va sottoposto al giudizio dello specialista infettivologo o virologo ci sono delle informazioni che si possono sintetizzare.

Se una persona risulta positiva al test per IgM, può significare che ha avuto un contatto recente col SARS-CoV-2 (il virus che provoca la COVID-19) e allora è il caso di sottoporsi al test considerato il Gold Standard”, cioè a un tampone naso-faringeo. Il tampone poi lavorato in laboratorio con un’analisi che si chiama RT-PCR riesce ad identificare il virus.

Quindi , in caso di test sierologico positivo , il paziente è obbligato a:

 

  • Informare tempestivamente dell’esito positivo del test il proprio Medico di Medicina Generale che provvederà a prescrivere, attraverso ricetta dematerializzata, il tampone naso/orofaringeo;

 

  • Rispettare da subito le norme legate al distanziamento sociale, anche all’interno della propria abitazione;

 

  • Recarsi da solo, a partire dal giorno successivo alla prescrizione ed entro 48 ore dalla stessa, dotato della stessa prescrizione e della tessera sanitaria, con mezzo autonomo, presso una delle sedi “drive in” presenti sul territorio della propria ASL di residenza – che saranno aperte al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 18,00 e il sabato dalle 9,00 alle 14,00 – per l’esecuzione del tampone; nel caso che l’utente necessiti di essere accompagnato, dovranno essere rispettate le misure di distanziamento nell’abitacolo;

 

  • Rimanere presso la propria abitazione in attesa del risultato del test molecolare e delle eventuali valutazioni da parte del SISP e del proprio Medico di Medicina Generale/Pediatra di Libera Scelta.”

 

 

Il SARS-CoV-2 potrebbe non determinare una sintomatologia particolare, ma potrebbe eventualmente fare danni nei giorni seguenti. E allora è utile sapere qual è la situazione dei nostri anticorpi, perché questo accertamento determina l’intervento dei sanitari competenti per far rispettare l’isolamento e mettere al sicuro sia il paziente che chi potrebbe eventualmente entrarci in contatto.

 

 

 

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